37) Skinner. Istruzione programmata e macchine per insegnare.
In queste riflessioni sull'utilizzazione nella scuola delle
macchine per insegnare - a un decennio dalla loro introduzione,
avvenuta negli Stati Uniti nei primi anni Cinquanta - B. F.
Skinner ribadisce che esse non costituiscono soltanto una
innovazione tecnica ma rappresentano l'attuazione di nuovi
princpi nel campo dell'insegnamento. Esse permettono infatti di
accelerare l'apprendimento attraverso l'applicazione delle
tecniche dell'istruzione programmata, basate sul presupposto,
sperimentalmente dimostrato, che l'apprendimento ha luogo quando
il comportamento viene rinforzato. Questa tecnologia richiede
per una definizione degli obiettivi educativi in modo diverso da
quello tradizionalmente usato nella scuola: non pi nei termini di
capacit da migliorare, di processi mentali da sviluppare, ma
di comportamenti, di prestazioni che si desidera produrre come
risultato (osservabile e verificabile) dell'apprendimento.
B. F. Skinner, Studi e ricerche,.
La natura ed i limiti delle macchine per insegnare non sono per
niente chiari n al largo pubblico n a molti insegnanti. C' un
bisogno straordinario di avere un insegnamento quantitativamente e
qualitativamente migliore, tanto che alle iniziative sorte proprio
con questa finalit non si lascia tempo di maturare secondo un
ritmo normale. Le richieste di informazioni relative alle macchine
per insegnare sono state effettivamente eccessive. Si sono
pubblicati articoli e libri, si sono tenute conferenze, si sono
organizzati simposi, seminari, gruppi di studio d'ogni tipo.
Coloro che avevano qualcosa di utile da dire l'hanno ripetuta fin
troppo, e coloro che non avevano niente da dire si sono
disinteressati in ugual misura.
La scuola  un grosso affare. Le macchine d'insegnamento sono
state presentate come una promettente industria, tanto che sono
circolate mirabolanti previsioni circa le vendite dei testi
programmati. Sono stati spacciati per macchine per insegnare dei
dispositivi che erano stati costruiti o progettati senza alcuna
comprensione della loro funzione o delle reali necessit
d'impiego. Nessun autore, pi di colui che redigeva un testo
programmato, ha avuto un'accoglienza tanto calda presso gli
editori. Molti programmi da usarsi con le macchine o come testi
sono stati immessi nel mercato senza essere stati preventivamente
sottoposti ad una valutazione.


Gli insegnanti e gli strumenti educativi.

La meccanizzazione della scuola  stata intesa nel suo senso
letterale, cio quello di fare con la macchina ci che prima
veniva fatto dalle persone. Alcune delle cosiddette macchine per
insegnare basate sul calcolatore hanno semplicemente lo scopo di
duplicare il comportamento degli insegnanti. Automatizzare la
scuola con insegnanti meccanici  come voler automatizzare la
banca con ragionieri meccanici. Ci che  necessario fare in
entrambi i casi  un'analisi delle funzioni che devono essere
espletate a cui faccia seguito la progettazione di
un'apparecchiatura adeguata. Niente di ci che ora conosciamo
circa il processo di apprendimento richiede una strumentazione
molto elaborata.
Gli specialisti dei processi educativi hanno aggiunto confusione a
confusione cercando di incorporare nelle vecchie teorie
dell'apprendimento e dell'insegnamento i principi su cui si basano
le macchine di insegnamento. Intese nel loro senso pi ampio, le
macchine d'insegnamento sono semplicemente dei dispositivi che
rendono possibile applicare la nostra conoscenza tecnica del
comportamento umano al settore dell'educazione. Insegnamento vuol
dire accelerazione dell'apprendimento. Gli studenti apprendono
anche senza insegnamento, ma  l'insegnante a disporre le
condizioni in cui apprendono pi rapidamente ed efficacemente.
Negli anni recenti, l'analisi sperimentale del comportamento ha
rivelato molti fatti nuovi su queste condizioni che facilitano il
processo di apprendimento. Anche all'interno delle scienze
comportamentali  ancora poco riconosciuta la grande importanza
dell'analisi sperimentale, ma non si possono pi ignorare le sue
implicazioni relative all'insegnamento.
Una condizione importante  data dalla relazione esistente tra il
comportamento e le sue conseguenze; l'apprendimento ha luogo
quando il comportamento viene rinforzato. La potenza del
rinforzo non  del tutto apprezzata da quelli che non hanno
un'esperienza diretta con i rinforzi o per lo meno non hanno visto
degli esperimenti dimostrativi. Elaborando le cosiddette
contingenze di rinforzo  possibile provocare delle notevoli
modifiche nel comportamento. Nelle discussioni dell'insegnante con
i suoi studenti, nei libri che egli d loro da leggere, nelle
tabelle e nell'altro materiale che mostra, nelle domande che pone
e nelle contingenze. L'analisi sperimentale chiarisce queste
contingenze e suggerisce molti miglioramenti.


La strutturazione dell'individuo tramite programma.

Un contributo importante  dato dalla cosiddetta programmazione
della conoscenza e delle capacit - la costruzione di sequenze di
contingenze accuratamente organizzate e che portano a prestazioni
finali che costituiscono l'oggetto dell'educazione. L'insegnante
inizia utilizzando quel comportamento che lo studente porta con s
nella situazione scolastica. Impiegando poi un rafforzamento
selettivo, egli modifica quel comportamento in modo da farlo
avvicinare sempre pi strettamente a quella data prestazione
finale. Anche con organismi inferiori si pu a modellare in
questo modo comportamenti complessi con sorprendente velocit;
l'organismo umano  presumibilmente molto pi sensibile. Il
principio della programmazione  tanto importante che spesso lo si
considera come il principale contributo fornito dalle macchine per
insegnare. Ma l'analisi sperimentale del comportamento  in grado
di fornire alla tecnologia dell'educazione contributi molto pi
consistenti.
Il contatto diretto che spesso esiste tra insegnante e studente
favorisce la costruzione di sequenze programmate, e l'insegnante
che riesce a comprendere questo processo ha il vantaggio di
improvvisare i programmi man mano che procede. Si possono per
costruire dei programmi previsionali che modellano con successo il
comportamento della maggioranza degli studenti senza apportare
modifiche locali. Molti di questi programmi poi possono essere
mediati da dispositivi tecnici. Gli studi di laboratorio hanno
mostrato che le contingenze, che mettono in evidenza
caratteristiche delicate del comportamento, si possono spesso
organizzare solo mediante una adeguata strumentazione. In potenza,
ci possono essere tanti diversi tipi di macchine per insegnare
quanti sono i tipi di contingenza di rinforzo.
Le macchine per insegnare che in programmi ben costruiti
presentano il materiale allo studente e rinforzano le sue risposte
differiscono, sotto molti aspetti, dai dispositivi per
l'autovalutazione e per l'autocorrezione dei test e da quelli
usati da molto tempo a fini addestrativi dall'industria e
dall'esercito. Come Pressey ha puntualizzato molti anni fa, lo
studente apprender mentre risponde a un test a scelta multipla se
gli si dir immediatamente che la sua risposta  corretta o
sbagliata. Egli apprende a non dare nuovamente le risposte
sbagliate e a consolidare le risposte corrette. Tradizionalmente,
per, questa attivit di verifica  distinta dall'insegnamento per
delle buone ragioni. Prima di usare un dispositivo per
l'autovalutazione, lo studente deve gi aver studiato l'argomento
e presumibilmente aver gi appreso gran parte di ci che deve
apprendere. In genere i test occupano solo una parte limitata del
tempo dello studente. L'effetto principale  di natura
motivazionale: un basso punteggio spinge lo studente a studiare
pi sodo e probabilmente con maggiore efficacia. I materiali
progettati per essere usati nei dispositivi di autocorrezione sono
stati programmati di recente, ma anche in questo caso le
contingenze che predominano durante un test non sono favorevoli
alla strutturazione ed al mantenimento del comportamento.
I dispositivi tradizionali per l'addestramento predispongono
condizioni di apprendimento generalmente simili alle situazioni in
cui chi apprende si trover poi ad operare. Il loro scopo
originario era quello di prevenire gli infortuni e lo spreco di
tempo durante le prime fasi dell'apprendimento. Di recente per si
 prestato attenzione alla programmazione dei comportamenti che
effettivamente devono essere insegnati. Nella misura in cui
accelerano l'apprendimento sono delle macchine per insegnare. In
genere le prestazioni finali sono state scelte per ragioni
pratiche anche se esiste una possibilit ancora pi promettente e
che consiste nell'analisi e nella programmazione delle capacit
percettive e motorie di base - obiettivo, questo, che dovrebbe
occupare un posto impor tante in qualsiasi politica scolastica.
Nel predisporre le contingenze di rinforzo, le macchine fanno
molto di ci che fa l'insegnante, per cui si pu dire che in
questo senso insegnano. Tuttavia l'insegnamento che ne consegue
non  impersonale. La macchina presenta un programma preparato da
qualcuno che sapeva ci che si doveva insegnare ed era in grado di
predisporre una serie adeguata di contingenze. Raggiunge il
massimo di efficacia se viene usata da un insegnante che conosce
lo studente, ha seguito i suoi progressi e pu adattare le
macchine ed il materiale che ha a disposizione ai bisogni dello
studente. La strumentazione si limita a fornire al programmatore
ed all'insegnante le condizioni che accelerano al massimo grado
l'apprendimento. In questa prospettiva la strumentazione ha un
ruolo secondario anche se il suo uso  inevitabile se si vuol
trasformare in un'efficace tecnologia ci che ora sappiamo sul
comportamento.


La nuova pedagogia.

Qualsiasi applicazione pratica della conoscenza di base
all'insegnamento ed all'apprendimento diventa, di conseguenza,
pedagogia. Per lo meno negli Stati Uniti, il termine  attualmente
screditato ma il suo status sta migliorando grazie alle macchine
per insegnare ed all'istruzione programmata, che hanno messo in
evidenza l'analisi dei processi di apprendimento. Si pu avere
un'idea dell'importanza acquisita dal movimento della macchina per
insegnare, notando la sorprendente mancanza di interesse che
caratterizza altre proposte avanzate per il miglioramento
dell'educazione.
Trovare insegnanti migliori. Nel suo Talks to Teachers, William
James ha insistito sul fatto che non c'era errore nel sistema
scolastico americano che non potesse essere corretto
riconducendolo alla genetica. E' una vecchia formula: se non sai
risolvere un problema, trova qualcuno che lo sappia risolvere. Se
non sai insegnare trova qualcuno che lo sappia fare al tuo posto.
I geni, per, non abbondano ed i bravi insegnanti non nascono gi
bell'e pronti. Indubbiamente la scuola sarebbe migliore se, come
ha ripetutamente sottolineato Conant, si potessero attrarre e
mantenere i bravi insegnanti che conoscono ed amano la materia che
insegnano. E' per necessario qualcosa di pi. Non  vero che le
due caratteristiche essenziali di un bravo insegnante siano
entusiasmo e approfondita conoscenza della materia. Una terza
caratteristica essenziale  saper insegnare.
Emulare le scuole modello. La critica fatta da Rickover nei
confronti dell'attuale sistema scolastico americano  nota a
tutti. La sola indicazione positiva che trapela da questa critica
 quella di costituire delle scuole modello in cui lavorino degli
insegnanti modello. Ci che si implica in questo modo  che ci
possono gi essere delle scuole che non hanno alcun bisogno di
migliorare e di cui si possono ampiamente copiare i metodi. Questo
 un punto di partenza pericoloso in quanto scoraggia l'esecuzione
di ricerche per la scuola.
Semplificare ci che si deve apprendere. Spesso si sostiene che un
apprendimento difficoltoso  attribuibile a materie nei confronti
delle quali lo studente  refrattario. Spesso si attribuisce alle
incongruenze ed alle superflue complessit del linguaggio le
difficolt insite nell'insegnamento delle capacit verbali. Si
insegna al bambino la calligrafia che assomiglia in modo pi
stretto alle lettere stampate; gli si insegna a sillabare solo
quelle parole che tendono ad essere usate con maggiore frequenza
tanto che si sono costruiti degli alfabeti fonetici per aiutarlo
ad imparare a leggere. Potrebbe essere pi facile insegnargli
questo materiale, ma in questo modo non si migliora
l'insegnamento. L'utilizzazione di un valido metodo di
insegnamento porterebbe a correggere queste valutazioni
pessimistiche relative alle presenti capacit educative.
Riorganizzare ci che si deve apprendere. Forse strutturare in
modo adeguato una materia di studio fa parte della pedagogia anche
se lo si pu considerare come una scappatoia. Le proposte che
mirano a perfezionare l'educazione riorganizzando ci che si deve
apprendere contengono un assunto implicito secondo cui lo studente
automaticamente percepir e memorizzer tutto ci che ha una
buona forma - dottrina, questa, che risale probabilmente alla
psicologia della Gestalt. Nelle revisioni a cui ora si
sottopongono i programmi degli istituti medi superiori si
individua una chiara tendenza a credere che se ci che lo studente
deve apprendere  strutturato, non pu evitare di capirlo e di
ricordarlo. Non si possono mettere in discussione gli altri scopi
perseguiti da queste revisioni: aggiornare ed organizzare i
materiali. Tuttavia, il materiale ora utilizzato nella didattica
della fisica, non viene ne appreso n memorizzato con maggiore
facilit rispetto al materiale erroneo ed obsoleto che si trovava
nei testi di circa dieci anni fa. Allo stesso modo la pronuncia
sentita da uno straniero in un centro linguistico non  appresa
con maggiore facilit di una pronuncia scorretta. La
strutturazione della materia  un fatto probabilmente marginale,
quello che conta  che questa materia deve essere insegnata.
Migliorare la presentazione del materiale. Si pu anche evitare la
pedagogia, se si pu rendere memorizzabile ci che si deve
apprendere. E' proprio per questo scopo che spesso si raccomanda
l'uso degli strumenti audiovisivi. Non  difficile, poi, difendere
molti degli altri scopi perseguibili mediante l'utilizzazione di
questi strumenti. Non  sempre facile per favorire il contatto
tra lo studente e ci che egli deve apprendere. Si introducono
facilmente in classe parole esterne all'ambiente scolastico, per
cui libri, letture e discussioni diventano oggetto d'insegnamento,
ma tutto ci costituisce spesso un aspetto pedagogicamente poco
felice. Gli strumenti audiovisivi possono ampliare l'esperienza
non verbale dello studente e possono essere anche utili per
presentare il materiale in modo chiaro e conveniente. Si deve per
mettere in dubbio la convenienza della loro utilizzazione
nell'attirare e mantenere l'attenzione dello studente e nel
drammatizzare un argomento in modo tale da favorire una
memorizzazione quasi automatica. La tentazione di ricorrere al
loro uso per perseguire questi scopi si fa particolarmente sentire
quando l'insegnante non usa metodi punitivi per far studiare gli
studenti. Quando lo studente osserva o presta attenzione a
qualcosa per vederla pi chiaramente o ricordarla con maggiore
efficacia,  necessario modellarne il comportamento e mantenerlo
mediante rinforzo. In questa situazione  importante l'ordine
temporale. E' necessario che alcuni eventi rinforzanti compaiano
dopo che lo studente ha guardato il materiale, lo ha letto e si 
forse posto delle domande relative ad esso. Quando per per
attirare l'attenzione si usano raffigurazioni colorate, oggetti
attraenti, episodi filmati ed altro materiale potenzialmente
rinforzante,  necessario che siano presentati prima che lo
studente si impegni in queste attivit. Non c' niente che possa
rinforzare lo studente per essere stato attento, se si  gi usato
il materiale disponibile per attrarre la sua attenzione. Il
materiale cha attrae l'attenzione non  in grado di preparare lo
studente a prestare attenzione al materiale che non ha un
interesse visibile ed il materiale che  memorizzabile per sua
natura non  in grado di predisporlo a studiare ed a rievocare
cose che in s possono essere oggetto di dimenticanza. E'
probabile che un film educativo ben preparato dia la sensazione di
riuscire a stimolare l'interesse verso un determinato argomento e
che alcune delle sue parti siano ricordate senza sforzo. Resta
per il fatto che in questo modo non si  insegnato allo studente
che un argomento pu diventare interessante quando sia esaminato
con maggiore attenzione, o che studiare intensamente qualcosa che
invece si tende a trascurare pu avere delle conseguenze
rinforzanti.
Moltiplicare i contatti tra insegnanti e studenti. Gli strumenti
audiovisivi, particolarmente quando sono adattati alla
televisione, vengono usati anche per migliorare l'educazione, in
quanto favoriscono il contatto tra un insegnante ed un numero
pressoch infinito di studenti. Naturalmente questo lo si pu fare
senza analizzare il modo in cui un insegnante insegna. Inoltre
mette in evidenza un modo di comunicare che ha due gravi
svantaggi: l'insegnante non  in grado di vedere l'effetto che
produce sogli studenti, ed un numero esteso di studenti deve
procedere allo stesso passo. Si possono apportare contributi alla
pedagogia elaborando programmi per la televisione scolastica ma la
semplice moltiplicazione dei contatti non costituisce in s e per
s un progresso nell'insegnamento.
Ampliare il sistema scolastico. Si pu correggere un sistema
scolastico inadeguato costruendo pi scuole e reclutando pi
insegnanti, in modo tale da aumentare il volume educativo prodotto
dalla scuola, ma in questo modo non si aumenta la sua efficienza.
Innalzare i livelli. Le richieste per innalzare i livelli
scolastici sono le meno efficaci per quanto riguarda il
miglioramento dell'insegnamento. Possiamo essere d'accordo che gli
studenti saranno meglio preparati quando conosceranno pi cose, ma
come si pu indurli a farlo? Le richieste di livelli pi elevati
provengono in genere da critici che hanno ben poco da offrire per
quanto concerne l'insegnamento.
Il movimento simbolizzato dalle macchine per insegnare differisce
dalle altre proposte sotto due aspetti. Pone al centro del suo
interesse il progresso dell'insegnamento, in quanto parte dal
principio secondo cui non si pu migliorare un metodo se non se ne
studiano i processi che ne sono alla base. In secondo luogo
sottolinea la necessit di ampliare la conoscenza di base. Se le
pratiche scolastiche violano molti principi di base, vuol dire che
in parte questi principi non sono ancora molto noti. L'insegnante
non  in grado di usare nella pratica scolastica ci che conosce
in teoria. La macchina per insegnare e l'istruzione programmata
costituiscono un attacco diretto nei confronti dell'applicazione
della ricerca di base. E' probabile che con adeguate modifiche
amministrative le macchine per insegnare potranno colmare il vuoto
ora esistente tra una valida teoria pedagogica e la pratica
effettiva.


Le mete educative.

L'esistenza di un'efficace tecnologia dell'insegnamento richiede
un riesame degli obiettivi educativi. Qual  l'effettivo impegno
dell'insegnante? In genere la politica scolastica  formulata in
termini tradizionali: l'insegnante deve impartire conoscenza,
migliorare le capacit dello studente, sviluppare le facolt
razionali, eccetera Il dott. Hutchins sostiene che la migliore
educazione  quella che sviluppa la capacit intellettuale. Il
compito dell'insegnante quindi  quello di modificare alcuni
processi o stati interni all'individuo. Egli deve far progredire
la mente.
Il ruolo dell'insegnante, inteso come colui che educa la mente,
gode di un certo prestigio, tanto che lo si  sempre ritenuto
superiore al ruolo di colui che insegna abilit motorie.
Oltretutto, l'insegnante ha il grande vantaggio di essere quasi
del tutto invulnerabile alla critica. In risposta a coloro che gli
rimproverano di non aver prodotto risultati osservabili,
l'educatore della mente pu sempre rifarsi a risultati non
visibili. Pu darsi che i suoi studenti non siano in grado di
leggere, ma l'insegnante, in questo caso, ha voluto creare in loro
una disposizione ad apprendere. Pu darsi che gli studenti non
abbiano appreso a risolvere i problemi, ed in questo caso
l'insegnante avr loro insegnato semplicemente a pensare
creativamente. Pu darsi che gli studenti ignorino nozioni
specifiche, ed in questo caso l'insegnante potr sostenere di aver
voluto stimolare in loro un interesse generale verso un
determinato settore.
Le definizioni tradizionali degli obiettivi educativi non sono mai
servite a dire all'insegnante cosa fare in determinate occasioni.
Nessuno sa come modificare un processo mentale o consolidare una
capacit mentale, e nessuno pu essere sicuro di aver raggiunto
l'obiettivo quando ha cercato di farlo. Ci sono stati molti bravi
insegnanti che supponevano di operare sulle menti dei loro
studenti. Tuttavia le pratiche da essi effettivamente seguite ed i
risultati di queste pratiche si possono analizzare in altri modi.
Lo studente ben istruito si distingue per certe caratteristiche.
Quali sono queste caratteristiche e come si possono produrre?
Forse potremo rispondere a questa domanda, ridefinendo gli
obiettivi tradizionali: invece di impartire conoscenze, potremo
iniziare a produrre quei cambiamenti comportamentali che si dice
siano le manifestazioni visibili della conoscenza oppure potremo
produrre il comportamento distintivo dell'uomo che possiede una
capacit razionale ben sviluppata. Le formulazioni mentalistiche
per sono deformate da eventi storici fortuiti ed irrilevanti. Il
comportamento dello studente istruito viene analizzato in modo
molto pi valido quando viene considerato in s e per s.
Diversamente dalle affermazioni piuttosto frequenti che esistono
su questo tema, la formulazione comportamentistica del
comportamento umano non  un positivismo grossolano che rifiuta i
processi mentali perch sono inaccessibili al pubblico
scientifico. Non d importanza all'apprendimento meccanico delle
risposte verbali; non rinuncia ad individuare nei complessi
sistemi del comportamento verbale le manifestazioni di un'idea, o
di un concetto, o di una proposizione: non ignora il comportamento
che sostiene la soluzione dei problemi, di ordine cognitivo od
etico, chiamata pensiero; non trascura di analizzare i giudizi di
valore che invochiamo quando decidiamo di insegnare una cosa a
scapito di un'altra, o quando difendiamo il tempo e lo sforzo
impiegati nella scuola. E' semplicemente una valida formulazione
di quelle attivit dell'insegnante e dello studente che hanno da
sempre costituito oggetto di studio da parte dei pedagogisti.
Tuttavia, non tutte le teorie comportamentistiche sono pertinenti
all'apprendimento. Comunemente si traccia una linea di
demarcazione tra apprendimento e prestazione. Si dice che
l'apprendimento sia la modifica che avviene in una parte speciale
dell'organismo, probabilmente il sistema nervoso, di cui il
comportamento  solamente il segno esteriore e spesso erratico.
Con le tecniche moderne, tuttavia, il comportamento pu essere
studiato e manipolato, in maniera molto pi incisiva di qualsiasi
sistema interno, anche quando, con l'aiuto di metodi sofisticati
di statistica, si deducono dal comportamento inferenze su questo
sistema interno. L'analisi dell'apprendimento che si concentra sul
comportamento si applica in modo molto diretto alla tecnica
pedagogica orientata alla strutturazione del comportamento dello
studente. I metodi dell'insegnante sono evidenti: egli produce
delle modifiche nell'ambiente. Un metodo d'insegnamento altro non
 che un modo per organizzare l'ambiente in modo tale da
accelerare l'apprendimento.
R. Fornaca-R. S. Di Pol, Dalla certezza alla complessit. La
pedagogia scientifica del Novecento,
Principato, Milano, 1993, pagine 376-384.
